03 settembre 2006

Il buon grano e la zizzania

Spesso ci poniamo delle domande del tipo: "Perché esiste il male?", "perché Dio, bene supremo e onnipotente, permette che il male sopravviva?", "perché ci troviamo ogni giorno ad essere tentati dal male?", ...
Leggendo "Memoria e identità" di Papa Giovanni Paolo II ho trovato la seguente spiegazione:



<< Il male è sempre assenza di un qualche bene che dovrebbe essere presente in un dato essere, è una privazione. Ma non è mai totale assenza di bene. Il modo con cui il male cresce e si sviluppa sul terreno sano del bene costituisce un mistero. Mistero è anche quella parte di bene che il male non è riuscito a distruggere e che si propaga nonostante il male, avanzando anzi sullo stesso terreno.
E' immediato il richiamo alla parabola evangelica del buon grano e della zizzania (cfr. Mt. 13, 29-30). Quando i servi domandano al padrone: "Vuoi che andiamo a coglierla [la zizzania]?", questi risponde in modo significativo: "No, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura; e, al momento della mietitura, dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".
...
Nelle varie epoche e in vario senso il grano cresce insieme alla zizzania, e la zizzania insieme al grano. La storia dell'umanità è il teatro della coesistenza del bene e del male.
>>

Da alcuni giorni rifletto su queste considerazioni, il cui significato però non mi è chiaro.
Forse si intende dire che è necessario che il male viva a fianco del bene, così che gli uomini possano liberamente scegliere tra le due alternative?

Ma allora perché non eliminare il male definitivamente, dato che è una cosa negativa in assoluto?
Fose perché non è facile distinguere il bene dal male?
Perché il limite è così sottile che si rischierebbe di sdradicare il buon grano invece che la zizzania.

Ma allora perché quest'opera di bonifica non la fa Dio stesso, visto che è onnipotente?
Forse perché, se la facesse lui, allora la nostra vita sarebbe troppo facile e sensa senso.
Sarebbe come partecipare a una gara sapendo di averla già vinta.
Ma questo porterebbe al paradosso che è un bene che ci sia il male, perché è ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
E' la lotta contro il male e contro le tentazioni che dà senso alla vita.

Ancora oggi rifletto su questi argomenti, ma le idee sono confuse, magari continuando a leggere il libro, riuscirò a dipanare della matassa.

2 Comments:

Anonymous Francesca said...

Ciao sig, come stai?
Dato che anche tu sei toscano devi per forza iscriverti al Circolo Della Liberta in Toscana :)
http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/viewthread.php?forum_id=60&thread_id=281

10:16 AM  
Anonymous Anonimo said...

Sono d'accordo bisogna sostenere i Circoli della Libertà in tutta Italia:
http://www.circolodellaliberta.com/

sig.

7:30 PM  

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